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La "Nebulosa del Granchio"

la Nebulosa del Granchio Gianfranco

Il mio primo approccio con la musica (suonata) risale al 1972: il giorno dopo avere visto un concerto dei Jethro Tull ho comperato un flauto traverso d'occasione e ho cercato di fare uscire un qualunque suono da quel tubo di metallo con tanti aggeggi intorno; dopo svariati tentativi frustranti passati a cercare di seguire gli assoli dagli LP dell'epoca (Jethro, Genesis, Delirium, Focus...) ho trovato quattro amici al bar (copyright Gino Paoli) che avevano formato da qualche tempo un gruppo di musica pop, la mitica NEBULOSA DEL GRANCHIO. Per la cronaca e soprattutto per chi è di Fidenza e ha qualche anno in più, erano Graziano Bassani (batteria), Giuseppe "Budda" Bottarelli (basso), Daniele Tanzi (tastiere) e Franco Cavalli (chitarra).
Insieme abbiamo fatto diversi concerti in zona cambiando organico più volte ed arrivando all'apice del "successo" con Valeriano Gaibazzi (voce e chitarra) e Fausto Pedretti (tastiere). Erano i tempi degli Hammond da 80 kg, dei mixer Cabotron 18 canali e delle trasferte col furgoncino Volkswagen a metano (quante cambiali!!!). Nel frattempo ho perfezionato gli studi musicali seguendo un corso di flauto jazz presso il Conservatorio di Parma (docente Giorgio Gaslini).


la Nebulosa del Granchio R.I.P.

Massima esperienza del gruppo è stata la registrazione di un disco dal titolo "Tiahuanaco" che però non siamo mai riusciti a farci distribuire; negli anni '70 non era facile come ora nè incidere nè tantomeno vedere pubblicati i propri lavori.Per motivi non ben definibili, il complesso si sciolse proprio alla vigilia di quella che avrebbe dovuto essere una tappa decisamente importante: una tourneé in Francia. Da allora ognuno di noi ha intrapreso strade diverse, ma comunque sempre legate al campo musicale.
Gli anni successivi hanno visto un susseguirsi di piccoli tentativi di formare band al puro scopo di passare qualche serata con gli amici davanti a salumi vari e a buone bottiglie, finchè non entrai a far parte come tastierista de:


"I Desmodromici"
i Desmodromici i Desmodromici

Il gruppo allora, e parlo del 1986, era composto da Eugenio Ghiozzi (Gene Gnocchi) voce, Carlo Ghiozzi (Charlie Gnocchi) chitarra, Giuseppe Bottarelli (Buddy Botter) - toh chi si rivede - al basso, Fulvio Frati (Full Fritz) chitarra, Gianluca Parmigiani (Cuga Piacentini) alla batteria e con la preziosa collaborazione di Roberto Cacciali nell veci di jolly. Tra l'altro il mio "nome d'arte" era Lino Ponga, poichè, come amava ripetere Gene durante la presentazione del complesso, i musicisti sono tutti di Manchester tranne il tastierista che è di Praticello di Gattatico.
Tre anni "on the road", anche su palchi di grande prestigio: dal "Rolling Stone" di Milano all'Eur di Roma, dal Palatenda di Torino al Festival Nazionale dell'Unità a Modena, dal carcere di Brescia al dopolavoro ferroviario di Bologna, con anche qualche apparizione televisiva. Chi ha avuto occasione di sentirci non potrà scordare alcuni dei nostri grandi successi: I miei parenti di Bergamo, Che belle tette che hai, Voglio fare il Sindaco, Ho perso mio zio in un museo, Cooperativa rock e la sempreverde Dolce Natale. Anche qui si viaggiava su un pulmino Volkswagen, però stavolta diesel.

Gianfranco

Credo nel 1990, lasciai i Desmo e feci parte di gruppi quali "Le Genge", Le chicche del nonno" (dal nome vi lascio immaginare quale fosse la finalità primaria dello stare assieme) fino a fondare con Mario Bompensieri (batteria) e Fabrizio Rastelli (chitarra)

Gianfranco
"I Tre Porcellini"

Uno dei primi gruppi di cover della zona, passavamo con estrema naturalezza da Ligabue a Castellina Pasi (l'elettronica che bella invenzione!) esibendoci in pub, feste di piazza e cerimonie varie, viaggiando col Ford Transit. A causa del click in cuffia che stava per procurare a Mario una incipiente sordità, il gruppo terminò la sua storia nel 1993.


"Oggi"

Gianfranco

Da allora ho cominciato la mia vita da musicista e cantante di piano bar esibendomi prima con l'aiuto di mia figlia Elena e successivamente da solo (ripeto: che bella invenzione l'elettronica) nei locali delle provincie di Parma e Piacenza, e anche con qualche trasferta fuori zona (Viareggio, Madonna di Campiglio, Riccione...).

i Desmodromici

Oggi come oggi questo è il mio lavoro; con circa 800 brani di repertorio riesco a spaziare un pò in tutti i generi, dagli anni '60 ad oggi, evitando nei limiti del possibile il piano bar classico (Di Capri, Califano, Buongusto...), il liscio e le canzoni napoletane (per via della pronuncia che non mi viene proprio). Adesso ho una Fiat famigliare diesel!
Ho abitato per dieci anni in una vecchia casa in campagna nei dintorni di Fidenza, in compagnia di 13 cani e di qualche gatto (quelli del torrente si sono passati la voce: Si mangia bene e si spende poco, per cui a cena non sono quasi mai gli stessi). Da quattro anni son ritornato "cittadino" e ora vivo a Salsomaggiore.
P.S.: Dopo avere demolito la Fiat Tempra tornando da una serata invernale piena di nebbia, ora viaggio con una piccola Peugeot.